= Model Expo Italy 2014 =
Decima Edizione

Ormai non c'è un modellista che non conosca la "Model Expo Italy"; praticamente
tutti gli
appassionati di modellismo l'hanno visitata almeno una volta o più e quelli
che non hanno ancora potuto farlo, sono certo che ogni anno si ripromettono di farlo
al più presto, magari alla prossima edizione. Comunque sia, chi la conosce non può
mancare ogniqualvolta apre i battenti al pubblico. Quest'anno, poi, il tempo è stato
quantomai generoso, regalandoci due giorni assolutamente estivi, cosa molto rara
ai primi di Marzo. Come si può certo immaginare, lo spettacolo non è assolutamente
mancato e anche l'affluenza è stata degna della più grande manifestazione italiana.

Quest'anno me la sono proprio goduta questa edizione della Model Expo Italy; chi segue questi miei scritti ben si ricorderà di quanto avessi patito l'anno scorso vittima com'ero di un febbrone da cavallo (sfociato poi in broncopolmonite); ebbene, quest'anno stavo benissimo ed in più, non solo non c'era il freddo bestia dell'anno scorso, ma il tempo forse ha voluto fare la pace con me per quanto mi aveva fatto soffrire la scorsa edizione, regalandoci dei giorni eccezionali per la stagione. Sole, sole, sole, bel tempo e temperatura estiva, altro che termometro, quest'anno avrei potuto portare con me l'olio solare... Credo che siamo stati veramente miracolati, ma vorrei egualmente suggerire alla direzione di questa meravigliosa festa di cercare una data, se mai questo fosse possibile tra i mille appuntamenti di questa sede fieristica, un po' più avanti con la stagione, almeno a fine Aprile; non si può essere miracolati ogni anno. Il tradizionale ponte del 25 Aprile, secondo me sarebbe il top, comunque attorno a quella data andrebbe bene qualsiasi fine settimana, temperatura è più mite, ci sono più ore di luce, sarebbe tutta un'altra cornice per un quadro tra i più belli.

Che ci sia la crisi lo sappiamo bene tutti, io, in particolare, ho toccato con mano la palpabile flessione di espositori e, a mio parere, anche di visitatori della Spielwarenmesse, la fiera del giocattolo e del modellismo di Norimberga, la più importante al mondo; il resoconto della direzione della fiera di Norimberga nega questa flessione, ma essendo essa palpabile, c'e' da pensare che gli altri settori, quelli che io non visito perchè non mi interessano, abbiano tenuto, ma il nostro certamente no; onestamente, temevo una leggera flessione anche a Verona per gli stessi motivi, invece, con vera soddisfazione, devo dire che fin dal mattino del sabato mi sono rincuorato vedendo alle 8 e poco più una folla notevole ai botteghini dell'ingresso, Ho fatto qualche foto, guardate qua sotto...

Proprio in questi giorni, inoltre, mi è arrivato il bollettino ufficiale della fiera (di cui pubblico un estratto) che conferma le 60.000 visite, come l'anno scorso, ma, nella situazione attuale non si deve considerare solo come un consolidamento, bensì come se fosse un ulteriore incremento.

"Ti ringraziamo per aver partecipato a Model Expo Italy, la rassegna di Verona dedicata al modellismo.
Siamo lieti di condividere con te la soddisfazione per questa decima edizione che con 280 espositori, di cui 106 Associazioni provenienti da tutto il territorio nazionale, 50.000 mq lordi occupati, oltre 60.000 mila visitatori, 100 giornalisti accreditati e più di 40 eventi tematici, si conferma la fiera del modellismo più importante in Italia.
Due intensi giorni, ricchi di appuntamenti improntati, non solo al divertimento e alla passione, ma anche agli aspetti più professionali, che hanno portato grande soddisfazione tra il pubblico presente.
Sperando di farti cosa gradita, ti segnaliamo un paio di link dove potrai trovare il comunicato finale della manifestazione e la rassegna stampa. Qui di seguito i link:
http://www.modelexpoitaly.it/stampa-comunicati.asp
http://www.modelexpoitaly.it/stampa-rassegna.asp
La nostra squadra è già al lavoro per arricchire e perfezionare ulteriormente l’offerta della manifestazione, sia in termini formativi che espositivi, certi che gli incoraggianti stimoli ricevuti sappiano tradursi nel miglioramento continuo di questo prodotto."

Quest'anno potremmo dire che Verona batte Norimberga 1-0 e questa non è cosa da poco.

Il percorso intrapreso dalla MEI è quello giusto da seguire, le associazioni di modellisti di tutti i generi, con i loro plastici e con le loro evoluzioni o le loro gare, fanno da traino per una infinità di altri appassionati e anche per le loro famiglie stesse che poi ne trainano altre. Questi giorni sono splendidi per tutti quelli che operano nel settore o sono semplicemente appassionati, c'è nell'aria un tale entusiasmo e una tale allegria che annullano completamente l'eventuale disagio di una levataccia fatta da chi viene da lontano. Sono proprio due bei giorni da ricordare. Ed ecco che, fin dall'apertura i capannoni si sono riempiti in un batterd'occhio; è proprio un bel vedere, no?

Bene, adesso tuffiamoci nel fermodellismo che, in definitiva, è quello che ci ha portato qui.

Partiamo dai miei modelli, come sempre e poi cominciamo il tour guidato...; a Verona ho portato i miei classici e storici modelli, dai trifase in scala N alle ultime locomotive prussiane in H0, ma anche alcune novità che avevo appena presentato a Norimberga un mese prima ed infine una che presentavo assolutamente per la prima volta proprio qui, al pubblico di Verona. Guardiamo insieme le cose nuove, per le altre potete tranquillamente andare al sito di Locomodel così, in più, potrete trovare anche come sono nate, il perchè, un po' della loro storia, insomma.

Che da qualche anno io abbia intrapreso la strada delle prime locomotive elettriche prussiane, questo ormai lo sapete, quindi, seguendo questa affascinante storia industriale dell'inizio del secolo scorso, quest'anno la mia novità per questa grande ferrovia è stata la grossa locomotiva per treni merce E 92.7 in scala H0, che si affianca alle ormai celebri E 91.3 e E 90.5 già eseguite sia in versione di origine che nella versione definitiva. Ecco qui sotto la E 92.7 nella foto realizzata da AMB al salone di Norimberga, si presentava ancora in tutto metallo, ma era già in grado di far percepire un senso di maestosità e di forza nelle sue linee imponenti ed eleganti. Anche questa, come le altre prussiane, sarà presto oggetto di un kit.

Ma non solo con il prussiano ci siamo divertiti, bensì anche con una locomotiva di casa nostra, esattamente la D343.2016, cioè il rifacimento su base D343 di una locomotiva diesel che avrebbe dovuto essere un test per poi proseguire e creare una flotta a medio-basso costo per la costruenda sezione Cargo delle FS. Sappiamo bene tutti come poi sia proseguita la faccenda, ora bisognerebbe chiedere a Moretti se i cinque milioni buttati (di questo si parla) li ripianerà lui alla collettività, magari usando la sua buonuscita... Comunque il modello è venuto bene ed è molto divertente vederlo andare sui binari dei nostri plastici. Eccolo sia in scala H0 in una foto fatta ancora da AMB a Norimberga, che in scala N in una brutta foto fatta da me su un piccolo scorcio di un plastico, in un'ambientazione che mi pareva adeguata. Credo che sia difficile distinguere quella in H0 da quella in scala N, anzi, quest'ultima forse mi intriga anche di più, è veramente perfetta!

Naturalmente la mia crociata per il salvataggio della documentazione tecnica ferroviaria non si e' mai fermata e, anche quest'anno, al mio stand rappresentavo l'Associazione DSC (Documentazione, Storia, Cultura) di cui faccio parte e illustravo ai modellisti e agli appassionati piu' responsabili le caratteristiche uniche e importantissime di questa associazione che, grazie al lavoro di valenti modellisti e di appassionati dei piu' svariati settori, dal navale all'automobilistico, per passare dall'aeronautico e al ferroviario, con in capo il grande Attilio Mari, sta recuperando, digitalizzando e mettendo a disposizione di tutti, migliaia e migliaia di disegni dal grandissimo valore storico e tecnico. Lentamente, grazie al lavoro e alla buona volonta' di molti appassionati che hanno fatto propria questa battaglia per il recupero e la conservazione di disegni, di foto e di tutto quello che rappresenta la nostra storia tecnica e industriale, stiamo raccogliendo moltissime reliquie che, diversamente, sarebbero finite al macero con un grandissimo danno per tutti noi e per la storia industriale del nostro Paese.

E' chiaro che tutti noi vi invitiamo a visitare il sito dell'Associazione D.S.C. <http://www.associazionedsc.it/> per verificare di cosa si tratti, per vedere quale grande progetto sia questo, quanti abbiano gia' aderito a questa crociata e quanto materiale abbiamo gia' inserito in questi anni e poi, naturalmente, vi inviteremmo anche a controllare quali disegni o foto o altro voi possediate per aiutarci in questa grande raccolta che, come potrete constatare, e' diventata una importante realta', ricordandovi di essere generosi, in quanto la cecita', l'egoismo e la misantropia, qundo si parla della nostra storia, sono proprio i maggiori pericoli che noi dobbiamo combattere.

Bene, dopo queste doverose raccomandazioni cominciamo a girare per gli stand; veramente tanti i negozi che si sono dati appuntamento al MEI, solo per darvene un accenno date un'occhiata a quanti erano, con proposte di prezzi che oltre ad essere interessanti, di fatto, obbligavano all'acquisto, erano tantissimi, ma guardate voi stessi se questi qui sotto vi possono bastare; piccola nota, le foto le ho fatte in più volte, non riuscivo ad organizzare dei percorsi stabiliti poichè ad ogni tre passi mi dovevo fermare con qualcuno e a volte dovevo cambiare programma, quindi mi scuso fin d'ora con chi posso aver tralasciato... se è successonon è stato per mia volontà...

Mooooolto interessante lo stand di Eisenbahan Welt proveniente dalla zona attorno a Silandro che promuoveva la passione fermodellistica di questo club... facendo degustare dell'ottimo Speck!

Ecco un'altra simpatica curiosità vista tra i tavoli, precisamente presso lo stand di TG Trains, dove faceva bella mostra di se' questo grande poster con le livree in cui si è presentata in servizio la locomotiva "Eurosprinter" (ES 64 U2/U4) della Siemens. E' tutto scritto sul poster, in totale sono 219 livree differenti con cui questa loco ha circolato tra il 1999 e il 2013. Niente male, vero?

Tra i produttori veri e propri, quest'anno partirei dallo stand di Hornby che era alla sua prima partecipazione al MEI, fors'anche spinta dal dover promuovere questa bellissima Lamborghini prodotta in scala 1:8 sotto il Marchio Pocher, esattamente si tratta della Aventador che viene venduta in scatola di montaggio. Si tratta di un supermodello perfetto in ogni particolare. Le foto sottostanti ne testimoniano la bellezza superlativa

Ma Hornby, ricordandosi di essere anche un produttore di treni, ha portato a Verona le novità appena presentate alla Spielwarenmesse di Norimberga, suddivise tra i Marchi Rivarossi e Lima. Lo stand non era adeguato al blasone dei Marchi rappresentati, era una cosa dell'ultimo minuto, era chiaro, comunque, tra i modelli presentati promette veramente bene la Gr. 744 anche se non era ancora definitiva; egualmente belli ho visto gli elettrotreni, sia della serie 600 nelle varie livree (anche quella svizzera), sia della serie 450 che Lima aveva già prodotto molti anni fa, ma questa volta il modello è eseguito con la lunghezza esatta. Questa è stata la prima volta di Hornby a Verona, ci ha messo dieci anni per capire che questa è la fiera giusta, che se lo ricordi ancora l'anno prossimo? Noi speriamo di si, naturalmente, si "sentiva" che a Verona mancava solo lei.

Per restare tra gli industriali, ora eccoci allo stand di ViTrain che giocava quasi in casa. La ditta vicentina presentava tutta la gamma dei modelli che produce ormai da tempo, dai Minuetto agli E464 in varie livree, dall'E326 e le ALn 668 alle ALe 840, includendo nell'esposizione anche qualche macchina francese tipica della sua produzione.

Tra i produttori industriali inserirei anche Corel che, rappresentando Brawa per l'Italia, anche se pochi, presentava alcuni pezzi delle FS in uno stand di qualità e molto "trafficato" dai modellisti. Ecco qui sotto alcune foto delle cose vecchie e nuove proposte da questa storica ditta ai fermodellisti italiani. La Brawa è tradizionalmente un po' cara rispetto alle altre marche concorrenti, ma fa prodotti di altissima qualità, ringraziamola lo stesso perchè nessun altro ci fa una Gr. 621 o una Gr. 603 o ancora una Gr. 493, quindi siamone contenti e ammiriamo questi bellissimi modelli che faranno la felicità di chi si occupa di epoca 2a o 3a. Interessanti e molto accattivanti anche il carro botte e quelli frigo che sono venduti in confezione da tre carri..

Adiacente a Vitrains, come sempre, c'era lo stand di Toptrain che esponeva nelle sue belle vetrinette la meravigliosa Gr. 746 Walshaert in scala O che catalizzava l'attenzione di tutti gli appassionati del vapore che vi passavano davanti. Nelle altre vetrinette si potevano ammirare tuuti gli altri modelli di questa ormai storica Casa veronese, tutti bellissimi niente da dire, ma la Gr. 746 però...

Non era da meno Elettren che, esponendo da sempre materiale stupefacente in scala O realizzato in metallo, era meta di pellegrinaggi di appassionati con l'acquolina in bocca per queste meraviglie. Soffermatevi anche voi sulla meccanica della Gr. 691, la nostra più rappresentativa Pacific, nelle foto che seguono.

A far coppia fissa con Elettren, come ogni anno, trovavamo Lombardi, altro supercaposaldo degli artigiani italiani che, questa volta, presentava un Coccodrillo strepitoso in ogni suo particolare; gustatevelo anche voi in queste tre foto che seguono...

Gli artigiani si danno sempre appuntamento a Verona e anche quest'anno potevamo trovare Esseemme, anche se in posizione un po' defilata, che proponeva alcuni dei suoi ottimi modelli. Ecco due foto relative alla sua esposizione.

In grande evidenza risulta essere sempre AlpenModell con i suoi bei modelli di carri e carrozze e ora anche produttore di una stupenda locotender a vapore, la Gr. 870, realizzata in modo ineccepibile e dotata di una meccanica di grandissimo pregio

Con AlpenModell storicamente espone anche Model 71, dedito alla riproduzione di materiale relativo a ferrovie concesse, molte anche dismesse, ma che sono rimaste nei cuori di noi appassionati che non vediamo queste vecchie linee come "rami secchi", bensì come romantiche espressioni dell'ingegno e del lavoro di maestranze appassionate che amavano entrinsecamente il loro mestiere e la loro responsabilità nei riguardi delle popolazioni che da quelle ferrovie erano servite. Ecco qui sotto una bella carrellata di modelli delle più svariate amministrazioni locali.

Sempre presente a Verona è Sagi, produttore tipicamente di carri in ottone nelle scale H0 e N. Da qualche tempo però la sua attenzione si è spostata anche su "accessori" molto importanti per i plasticisti, utili per dare vita e realismo alle loro opere, come i camion e gli autobus delle epoche passate che completano molto bene l'ambientazione di chi si occupa degli anni che vanno dal dopoguerra al 1980.

Da qualche anno a Verona troviamo anche Morciano che si dedica soprattutto agli elettrotreni delle FS, che costruisce in ottone, molto belli e rifiniti. Quest'anno aveva pensato di proporre anche le sue decals, visto che le tirature dei modelli di questo tipo sono molto limitate, mentre le tirature delle decals che ci vengono imposte dalle ditte produttrici sono decisamente elevate e, normalmente, stanno qualche anno in qualche cassetto e poi vengono buttate nel cestino. Un vero spreco e un vero latrocinio perpetrato ai danni degli appassionati. Però quest'anno nel settore decals ci sono grosse novità, novità che io ho sperimentato personalmente e che, da ora in poi, cambieranno completamente il panorama modellistico, permettendo a tutti di avere a disposizione decals professionali a costi veramente ragionevoli, in linea con le aspettative dei modellisti, che renderanno possibile approntare decals anche per un solo modello. Se continuerete a leggere queste mie righe, verso la fine dell'articolo arriverò a parlarvi di questa grande e bellissima novità per tutti noi che costruiamo modelli.

Tra i produttori artigiani che seguono la scala N c'è Lo-Co. Lo-Co era presente a Verona con tutte le sue novità e i suoi modelli ormai classici. Ecco una serie di foto che illustrano bene il lavoro e la progressione di questo artigiano. Interessanti il E428 Ia serie e il Binato Breda.

Anch'essi dediti alla scala N, troviamo i Pirati, artigiani molto evoluti che stanno entrando anche nella sfera dell'H0 con prodotti costruiti industrialmente. Già a Norimberga li avevamo trovati mentre presentavano le loro carrozze letto in scala H0 oltre ad altre novità nella scala più piccola. Eccoli qua sotto.

Stefano Depetri si è messo di buzzo buono e sta dando un grande impulso alla sua ditta, la "Trenomodel". Dall'anno scorso sta facendo l'opera meritoria di costruire modelli nella scala TT, scala che pochi conoscono ma che, secondo me, rappresenta il migliore mix tra dimensioni, riproducibilità dei particolari e godibilità dei modelli. E' esattamente la via di mezzo tra la scala H0 e la scala N e offre ai suoi praticanti i vantaggi di ambedue le scale senza togliere nulla al fascino del nostro hobby. Molto accattivante il Minuetto in questa scala, ma per non farsi mancare nulla, Stefano ora sta imboccando anche la strada della scala 1 presentando una grossa ALn 556 che si faceva sicuramente notare; al momento è ancora in fase di costruzione, ma promette molto bene. Ecco le cose di cui vi ho parlato nelle foto sottostanti.

Oltre a chi costruisce materialmente i treni, i vagoni, i carri e le locomotive, ci sono anche molti artigiani che definirei "tecnici", cioè che offrono prodotti che servono ai modellisti per eseguire i loro modelli, o i loro plastici, per completarli al meglio e rifinirli come si deve. Di questo settore direi che fa parte Mencaroni, un valente orafo toscano che da qualche anno ha preso la via del modellismo ferroviario e propone articoli di ogni genere, sia per i modellisti, sia per i plasticisti in un crescendo che a volte stupisce per la radicale distanza tra le cose che propone. Comunque, dalla palificazione in N del sistema trifase, agli alberelli, presso MS potrete trovare tutto ciò che vi serve. Date una bella occhiata qui sotto.

In questo settore pseudotecnico posizionerei anche Ansaloni che presentava una ricca serie di banchi prova per locomotive per le scale più diffuse. Non ricordo di averlo visto in passato, quindi penso che Ansaloni sia alla sua prima presenza al MEI, comunque sia: benvenuto!

Troviamo poi gli articoli di AlmRose, anch'esso con un taglio tecnico e con un'offerta che spaziava dai carichi per carri alle illuminazioni interne e ai lampioni.

Una bella fetta di ditte artigianali, poi, si occupa di particolari per plastici. A capo di questa categoria posizionerei Ninive che da sempre è presente qui a Verona e da sempre ci delizia con le sue bellissime realizzazioni. Ecco cosa potevamo vedere nelle sue vetrinette quest'anno, ce n'è per tutti i gusti, divertitevi...

Nello stesso settore di Ninive opera anche Struttura Ferroviaria, una ditta più giovane, ma egualmente capace di ottime realizzazioni; eccone un buon assaggio...

Senza dimenticare MaCoMo anch'essa operante nell'ambito delle costruzioni in scala, soprattutto di tipo ferroviario; eccone un paio di foto

Stranamente nello spazio dedicato ai treni c'era anche questo espositore, Max Model, che si interessava d'altro, nella fattispecie di camion in moltissime scale diverse, chissà, forse c'era anche qualcosa nella nostra scala H0, comunque essendo l'unico che presentava materiale un po' alieno, mi è parso corretto nominarlo.

Oltre ai produttori di materiale ferroviario o adatto a comporre i nostri plastici nel capannone a noi dedicato, trovavamo anche stands di gruppi e associazioni che operano, alcune da moltissimi anni, nel settore della promozione della cultura ferroviaria. Ecco qui sotto due foto a testimonianza e ricordo della loro partecipazione

Ma non possiamo pensare che la parte del leone, in questa promozione delle ferrovie, non la facciano i mille gruppi che, con sacrifici e abnegazione, rinunciando al proprio tempo libero e spendendo di tasca loro, presentavano plastici memorabili che davano un senso anche al lavoro di quanti costruiscono locomotive, carri e vagoni passeggeri. Verona è una festa per gli occhi; io ho cercato di fare quante più foto mi fosse possibile per far capire anche a chi non c'è stato, quale festa si sia goduta. I plastici, naturalmente modulari per mere ragioni di trasporto, erano tantissimi e molti di dimensioni davvero incredibili. Adesso li vedremo uno per uno, ma ricordo che niente può pareggiare l'emozione che si prova ad essere presente di persona e quella di mettere il naso a dieci centimetri dai moltissimi punti di interesse che ogni plastico a volte nascondeva. La presenza così massiccia di treni in movimento, penso che sia il vero asso nella manica del Model Expo Italy.

Per far capire a tutti quanto io sia felice di averlo visto, quest'anno per la prima volta, partirò con le immagini del plastico in scala TT del gruppo GasTT. Come sapete e come avete letto più sopra, io sono un fan di questa scala, anche se finora non ho mai proposto nessun modello per essa, forse perchè avevo sottovalutato l'interesse dei modellisti italiani per essa. Prometto pubblicamente che nel prossimo futuro realizzerò qualche modello anche in questa scala che ritengo perfetta.

Dopo di questo doveroso omaggio ad una new entry che non mi sarei mai aspettato, passiamo a parlare dei plastici storici italiani, quelli che rappresentano il massimo dell'ambizione sia per le loro dimensioni mostruose che per il dettaglio superlativo che possono vantare. In questa classe di plastici non saprei in che ordine posizionare i più rappresentativi e non vorrei che qualcuno si offendesse trovandosi posizionato dietro qualcun altro che magari non ritiene migliore del suo, quindi, per tagliare la testa al toro, li elencherò secondo l'ordine alfabetico determinato dal nome distintivo dato alle foto, partendo dalla scala H0 e poi seguendo con le altre, fatta salva la scala TT che abbiamo appena visto poco sopra.

Con questi parametri appena impostati, il primo gruppo a far bella mostra di se' è Clamfer, a suo tempo anche titolare di un bollettino che rasentava la vera rivista. Le foto sottostanti testimoniano di un lavoro semplice ed accurato in cui il club si è concentrato sulla ferrovia senza divagare molto. Un plastico di medie dimensioni, ma di ottimo impatto.

A ruota troviamo il grande plastico del CMF di Verona; loro, come pare evidente, giocavano in casa e si sono dati veramente molto da fare portando alcuni moduli veramente di classe superiore. Ecco qui sotto una carrellata del loro impianto. Ponti, giardini e fabbricati di carattere vario, sia ferroviari che civili, caratterizzano in modo potente questo plastico che si presenta tra i più affascinanti e completi.

Dopo questi giganti, in proporzione, ecco un plastico di dimensioni limitate che non riguarda un gruppo, bensì una sola persona, Dante Facci, bravo con le mani e appassionato quanto basta per creare una struttura rettilinea, molto armoniosa e con buone caratterizzazioni che ne connotano la cura con cui è stato creato.

Subito dopo troviamo un altro gruppo che giocava in casa, il DLF di Verona, tra cui un caro amico, Pietro Tosolini ha realizzato la parte dell'abitato di Parona che, per riscontro, potete vedere ripreso al vero dalla foto aerea. E' un bellissimo spaccato della vita tranquilla che si svolgeva sulle rive dell'Adige

Adesso è la volta di un altro mostro sacro di questo hobby; quello che vedete nelle foto sottostanti è il megaplastico del gruppo E.656, nato molti anni fa per scommessa, ma cresciuto a dismisura sia per dimensioni che per qualità. Ogni anno vediamo moduli nuovi su moduli nuovi in un crescendo incredibile.

E poi, che dire del gruppo storico milanese GFM? Niente, si resta ammirati in silenzio, tantopiù che il loro è uno dei pochi plastici parlanti ed è piacevole stare ad ascoltare lo speaker che annuncia i treni in arrivo e in partenza. Si sono perfino dotati di pannello a caratteri mobili come nelle stazioni vere; da restare basiti... un grande club capace e appassionato alle vere ferrovie come pochi altri.

Il gruppo mestrino per questa manifestazione ha preso una strada diversa da quello che chiunque potesse aspettarsi, infatti si è presentato in fiera con un plastico in scala G su cui circolava materiale LGB, una vera sorpresa per i moltissimi che affollavano il perimetro di questo gigante, specialmente nella zona della ferrovia a cremagliera. Mi è piaciuto molto...

Ora è il momento del gruppo Pavese. Tra le cose bellissime di questa edizione del MEI annovererei questa piccola ferrovia nordamericana realizzata in scala grande; una vera meraviglia, tutta realizzata con materiali poveri, legno e poco altro, salvo che per qualche "pezzo", ma nonostante questo di incredibile impatto scenico. Per il resto questo grande gruppo di appassionati aveva portato a Verona il suo grande plastico modulare ricchissimo di spunti ineguagliabili.

Nell'ultima foto del gruppo pavese qui sopra, potete vedere la base semovente di una grandissima gru che era perfettamente operativa e che veniva comandata dal suo costruttore tra lo stupore della gente che faceva bossolo e che si accalcava attorno ad essa. Una gru veramente grande che ho voluto fotografare in tutta la sua altezza per renderle merito; eccola qui sotto in un momento di rara calma.

Adesso arriviamo al gruppo "Il Sestante", parecchi diorami, molto dettagliati che riproducevano ambientazioni che andavano dall'inverno, alla primavera e all'autunno; erano piccolini, ma di pregevole fattura; forse, se posso fare un appunto, direi che i fogli di plexiglass che li volevano riparare da mani poco rispettose li "ammazzavano" un po' e facevano perdere loro quella freschezza che avrebbero potuto avere senza di essi... un vero peccato, anche se capisco benissimo questa preoccupazione.

Dopo Il Sestante, ecco "La Porrettana", altro antico gruppo di appassionati sempre presenti a Verona. Ogni gruppo vive la terra in cui opera in modo tale che gli entra nell'anima, quindi, questa regola, non può che valere anche per questi appassionati che hanno la fortuna di vivere in un punto dell'Appennino che molto faticosamente le ferrovie hanno scalato nell'inizio del secolo scorso, infatti le loro opere non possono che riflettere l'immane lavoro delle maestranze di quell'epoca riproducendo opere d'arte meravigliose che prestano il loro servizio ancor oggi. ponti arditi e dall'aspetto solido e massiccio, quindi, al fine di rievocare una linea che, nel passato, era l'unico passaggio tra Emilia e Toscana. Opere, queste, realizzate magistralmente da mani che sanno di avere anche una responsabilità storica. Ecco alcune foto.

Ecco la volta del Club Maerklinfan; anche questo è uno storico gruppo di appassionati e, come se ne deduce dal nome, sono i fans del sistema a tre rotaie della Maerklin, realizzando i loro impianti con materiale di questa che è una delle più antiche ditte produttrici di ferrovie in miniatura. Essere all'altezza di tanto blasone non è facile, naturalmente, ma loro sono veramente encomiabili per la pulizia e l'eleganza, unita all'amore per i particolari, che traspare immediatamente dalle loro realizzazioni. Non sono stati i primi a proporre impianti modulari, ma devo dire che, oggi, sono certamente un gruppo che fa scuola. A verona presentavano un grande impianto, perfetto in ogni particolare, con un dettaglio fenomenale e con sfondi adeguati che davano una bella profondità all'insieme. Complimenti di cuore.

Ecco ora il club fermodellistico di Messina che, come dicevo per il club "La Porrettana", anch'esso parla della propria terra in chiave fermodellistica riproducendo quella situazione ferroviaria che li distingue da chiunque altro: i traghetti ferroviari che collegano Messina a Reggio Calabria. In questo sono dei veri maestri, ormai di opere del genere ne hanno realizzate a decine, ma riescono ancora a stupire per la cura e la realisticità dei loro lavori. La novità di quest'anno è stata la realizzazione dei modelli delle navi traghetto in scala 1:700 in resina, quindi con relativamente facile replicabilità e costi decisamente molto più contenuti. Una bella idea che li pone sempre al vertice dei gruppi più attivi del nostro settore modellistico. Ecco alcune foto delle loro maestose realizzazioni in scala 1:87 e, nelle due ultime, anche di quelle in scala 1:700 di cui ho appena fatto cenno.

Siamo arrivati ad uno dei "carichi" da 11: il club dei Pimbinesi. Quest'anno ho voluto far loro l'omaggio di una rassegna completa del loro impianto; mi è costato un po', tra il sistemare questa marea immensa di foto e creare altrettanti collegamenti, ma questa associazione modellistica sentivo che lo meritava per l'iperattività che la contraddistingue e per la qualità generale del loro operato. Ogni anno questo club porta a Verona cose nuove e realizza impianti sempre diversi; dopo tanti anni che lavorano a produrre moduli, penso che potrebbero riempire un capannone della fiera da soli, sono veramente strepitosi e propongono sempre una qualità elevatissima.
Mi perdonino gli altri gruppi se quest'anno dedico tanto spazio ai Piombinesi, ma gliel'avevo promesso l'anno scorso quando non stavo molto bene e ho fatto solo una carrellata veloce del loro plastico, come di quasi tutto, devo dire. Per chi non fosse venuto in fiera, questa è un'occasione d'oro per gustare il loro impianto pressochè nella sua completezza. Eccolo...

Dopo questa megascorpacciata di moduli piombinesi siamo davanti ad un altro gruppo storico, il club fermodellistico di Silandro che, portando, come detto prima per altri gruppi, il sapore della sua terra nel fermodellismo, da sempre ci offre plastici perfetti, dolci, ordinati e dalle caratteristiche semplici ed essenziali, ma realizzate con una cura che, forse, ha portato nei moduli ferroviari, per primo. Loro non complicano troppo i loro moduli perchè non ce n'è bisogno, loro riproducono la realtà così com'è e la realtà è pressochè semplice e percepibile a pelle. Loro sono perfetti nella realizzazione di tutto, un vero esempio per chi ricerca la credibilità del layout.

Oltre al classico plastico modulare quest'anno hanno portato a Verona anche un gruppo di diorami molto diversi tra loro e caratteristici della zona altoatesina in cui vivono e operano. Eccone la rassegna...

Ora che abbiamo visto le realizzazioni in scale più grandi, passiamo alla piccola scala N, partendo dall'associazione ASN che è la più rappresentativa, la più vecchia e la più collegata a livello internazionale, facendo parte, anzi, essendo una delle associazioni fondatrici di IN.GA.NET che è l'organo a cui fanno capo tutte le associazioni nazionali d'Europa ed anche oltre. Anche ASN è uno dei club più attivi e i suoi soci non sono certo da meno di quelli delle migliori associazioni della scala H0. Ogni anno presentano moduli nuovi e ogni anno migliorano il dettaglio che presentano e, nella scala in cui operano, posso garantire per cognizione di causa che non è cosa da poco, anzi, personalmente io ritengo che operare in scala 1:160 sia veramente una prova ai limiti per la bravura di chiunque, quindi molti meriti vanno ascritti a questi modellisti che riescono a far sembrare facile un qualcosa che facile non lo è per nulla. Anche ad essi dedico una bella carrellata di foto per far capire a chiunque non si sia mai soffermato a guardare da vicino la scala N, il grado di perfezione ormai raggiunto dai modellisti di questa microscala.

Ma i ragazzi dell'ASN non sono bravi solo con i moduli e sfruttano queste riunioni del gruppo per promuovere anche qualche gara modellistica; quest'anno toccava ad un nuovo concorso, dedicato a Diorami e Piccoli Plastici ferroviari le foto relative al quale potrete trovare qui di seguito, ma questi valenti modellisti sanno anche costruire ed elaborare locomotive, carri e vagono in modo magistrale. Le loro capacità erano ben evidenti nelle vetrinette che esponevano gli ultimi loro lavori.

Eccoci giunti presso il grande plastico modulare di N-Party, associazione che, come suggerisce il nome stesso, si occupa di scala N. Un plastico, il loro, che si faceva decisamente notare per la varietà delle sue ambientazioni e che mi ha dato la sesazione di essere il più vicino alle tipiche ambientazioni della scala H0. Un risultato decisamente lodevole per questo gruppo di appassionati che in non tanti anni ha messo insieme un numero di moduli veramente consistente e tutti di qualità notevole. Auguri di buona continuazione su questi ritmi, N-Party!

Nel grande padiglione in cui si trovavano i super plastici modulari, però c'era anche dell'altro, direi un paio di curiosità interessanti; la prima era questo ponte in legno tipicamente americano, già visto anche l'anno scorso, ma pur sempre bellissimo, che vi faccio vedere ancora dalle due sponde della valle che attraversava, interessante, dicevo, perchè parla dell'ingegno umano e di quanto abbia contato il nostro cervello nell'evoluzione delle cose che ci stanno attorno; lo sapevate che la resistenza dei tronchi alla compressione con carichi di punta equivale a quella del cemento armato? La solidità di questi ponti ne è la più eclatante testimonianza.

La seconda curiosità, che in qualche maniera ha a che fare ancora con l'ingegno umano, riguarda l'uso di questa grande rassegna espositiva per evidenziare la proposta della vendita del plastico che vedete qui sotto. Cosa c'è di meglio che la platea di visitatori di una manifestazione come Model Expo Italy per proporne l'acquisto? Bene, Raimondi Enzo di Rovigo vende il suo plastico. Così adesso abbiamo aggiunto anche il resoconto che sto facendo io per arrivare anche a chi non è venuto in fiera. Eccolo da due angolazioni

Per terminare con i plastici, ho fatto un paio di foto anche a questi due, passando, ma non ho registrato di chi fossero. Qualcosa si legge in quello piccolo, ma dell'altro non ricordo molto. Solo per completezza di informazione.

Come potevano mancare le riviste del settore ferroviario in un luogo così magico? Infatti c'erano come sempre, ecco i loro stands ripresi qui di seguito.

Grazie alle belle giornate di pieno sole era uno spasso vedere i ragazzini che provavano i loro nuovi acquisti negli spazi tra i capannoni...

Ma il "Model Expo Italy", non è solo modellismo, ma anche molto altro, infatti negli stessi due giorni si tiene anche "ElettroExpo", una fiera parallela accessibile con lo stesso biglietto di ingresso, che tratta di tutto materiale elettronico, ma non solo, perchè ci sono stand di attrezzistica e di ogni altra cosa che vi venga in mente. Ecco qualche stand per darvi un piccolo esempio di ciò che si poteva trovare, nelle foto sottostanti.

Questa è una fiera enorme, tanto che, mentre si svolgeva la nostra fiera, i lavori procedevano nella costruzione di nuovi capannoni che di lì a poco avrebbero dovuto ospitare una super rassegna famosa in tutto il mondo e vanto per tutti noi: Vinitaly.

Siamo quasi alla fine di questo racconto sulla Model Expo Italy 2014, ma vi avevo promesso di rivelarvi un piccolo segreto sul come ottenere ottime decals al giusto prezzo, cioè a quel prezzo che avremmo sempre desiderato averle, ma che nessuno ci faceva mai, per lo meno questo era un segreto per me fino a qualche tempo fa. Grazie all'amico Alessandro sono venuto a conoscere la "FIDES S.r.l." di Verona, una bella tipografia che, ultimamente, ha allargato il suo campo d'azione anche in questo settore. Nell'avvicinarsi della data del MEI, quindi, ho creato un foglio A4 di decals varie e l'ho spedito via email a questa tipografia e sono poi passato personalmente a ritirarlo. La tipografia si trova a breve distanza dalla fiera, appena fuori da Verona Sud, sulla direttrice per la fiera, ma molto prima, praticamente al primo incrocio, poco lontano da dove si trova il bar-pasticceria della Bauli.

Orbene, ve ne parlo dopo averle viste di persona e dopo averne già usato qualcuna su alcuni modelli, sono veramente all'altezza delle aspettative; un foglio A4 costa 20,00 € e un foglio A5 la metà, 10,00 €. Siccome la macchina in questione stampa in quadricromia, per i colori che non coprono molto, praticamente tutti meno che il nero, è necessario disegnare il file su due livelli, quello sotto completamente in bianco che farà da base a quello sopra con il disegno nei colori originali in cui deve essere la specifica decal. Con questa sola avvertenza avrete un risultato ineccepibile al giusto prezzo. Io ho disegnato anche cose piccole sia per la Scala H0 che per la scala N e vi posso garantire che anche le paroline delle targhe in scala N sono discretamente leggibili. Ve ne volevo dare una rappresentazione fotografandone una porzione (in questo caso relativa ai prossimi D449), ma mi rendo conto che tenere fermissima la macchina fotografica non è un'impresa molto facile e le paroline più piccole ne perdono di nitidezza ma questo è solo un problema fotografico (forse dovevo usare lo scanner), in effetti il risultato reale è veramente eccellente, sicuramente un po' migliore di quello che potete vedere qui sotto.

Chi volesse provare questa soluzione si rivolga a FIDES S.r.l. (Sito Internet http://www.fides-grafica.it ). L'indirizzo è via Pacinotti, 11A · 37135 Verona, i telefoni 045 504140 - 045 504319 e l'email info@fides-grafica.it . Poi mi saprete dire.

L'unica cosa di cui ci si può rammaricare è che FIDES non stampa l'oro e l'argento; non è una cosa gravissima, ma per certi loghi o per alcuni filetti di alluminio da riprodurre, questa è una mancanza di cui si può sentire il peso. Ecco allora che può essere interessante un'altra soluzione; infatti, non è tutto qui quello che volevo dirvi sulle decals, perchè a Norimberga mi ha contattato, presso il mio stand, un operatore tedesco che produce decals. Questa è una grossa azienda che ha un suo catalogo da cui si può attingere quello che manca a FIDES ad un prezzo decisamente interessante.
Questa azienda si chiama Tin Wizard, è tedesca, all'incirca di Mannheim e fa un po' di tutto, ma la parte relativa alle decals, quella che ci interessa in questo frangente, è nominata "Interdecal" e la trovate all'indirizzo web http://www.tinwizard.de/index0.php?SPR=E. Qui avrete modo di scegliere i filetti in oro, argento o colorati come volete, anche misti, nelle dimensioni di 90x140 mm al foglietto, filetti già disponibili a magazzino nello spessore di 0,5 mm o di 1 mm a 2,50 € cadauno, poi c'è tanto altro ancora.

Adesso è proprio tutto, anche questa volta siamo arrivati alla fine del nostro excursus sul Model Expo Italy 2014, vi ringrazio per l'attenzione e per il tempo dedicato alla lettura di questa recensione di una delle fiere piu' belle e piu' coinvolgenti che esistano in Europa, se non ci siete mai stati, credo che dobbiate assolutamente esserci anche voi al prossimo appuntamento...
Un caro saluto a tutti e, come sempre... alla prossima.

Giorgio Donzello